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JACOBSEN - Fumetto-Online.it

Autore: JACOBSEN

JACOBS, Edgar Pierre

È nato a Bruxelles il 30-4-1904 ed è morto a Lasne 20-2-1987. Frequenta l'Accademia Reale di Belle Arti di Bruxelles e contemporaneamente si diploma al Conservatorio. Dopo aver fatto diversi mestieri (come il disegnatore di gioielli, ritoccatore di foto, illustratore, figurante al Théatre royal de la Monnaie, baritono) resta senza lavoro all'inizio della II Guerra Mondiale e comincia così 1942 a collaborare al settimanale BRAVO per cui disegna la prosecuzione di Flash Gordon, le cui avventure originali non arrivano più a causa del conflitto. Le tavole restano inedite a causa della censura dei nazista che occupano il paese, ma il seme è gettato. Così nel 1943, ancora sotto l'evidente influenza di Raymond, realizza "Le rayon U", una storia di fantascienza. Fino al '46 continua a collaborare a BRAVO e ad altre riviste, ma già nel 1944 Hergé lo ingaggia come assistente per realizzare colori e sfondi delle sue storie. Sono suoi il rimontaggio e la colorazione di "Tintin au Congo", "Tintin en Amerique", "Le Sceptre d'Ottokar", "Le Lotus Bleu". Ma lavora anche su "Le Trésor de Rackam le Rouge", "Les Sept Boules de cristal" e "Le Temple du Soleil". Nel settembre del 1946 fa parte dell'équipe che realizza la nuova rivista TINTIN, per cui disegna "Le Sécret de l'Espadon", prima storia di Blake e Mortimer. Di questo periodo cono le illustrazioni per "La Guerra dei Mondi", famoso romanzo di H. G. Wells, e "Les Frères de la côte". Nel 1947 abbandona la collaborazione con Hergé a causa del rifiuto di quest'ultimo a farlo firmare come coautore delle storie di Tintin e si dedica completamente alla saga di Blake e Mortimer, che viene considerata uno dei capolavori assoluti del fumetto franco-belga. La grandissima cura con cui Jacobs realizzava le storie, veri capolavori di sceneggiatura fumettistica, la documentazione "scientifica" che rendeva unici e affascinanti i suoi disegni, nonché lo studio meticolosissimo dei colori (si racconta che Hergé usasse per il suo capitano Haddock gli improperi e le maledizioni che Jacobs lanciava contro i fotolitisti del giornale TINTIN) ne fanno un'opera ancora piacevolissima e attuale, nonostante certi scenari siano un po' datati. Il grandissimo successo di pubblico consentiva a Jacobs di lavorare con grande calma (e quindi con tempi molto lunghi): perfezionista fino all'eccesso, Jacobs "limava" testi e disegni fino a raggiungere la perfezione narrativa realizzata mediante un disegno dalla mirabile sintesi, un uso molto consapevole del colore e una "regia" perfetta. È per questo che, assieme a Hergé, Martin e De Moor è ritenuto uno dei padri della "linea chiara". L'attuale edizione della AE, con colori restaurati, nuova traduzione, e in formato più grande, rende giustizia ad uno dei capolavori assoluti del fumetto.